• 9 Marzo 2026 19:38

F.A. MAGAZINE

Blog della Scuola Media F. Albert di Lanzo Torinese

Le donne nella scienza, fra ostacoli e grandi scoperte

DiElena CALIGIURI

Feb 21, 2026

Servizio di Ilaria Bogino, 3A

LANZO – Il giorno 11 febbraio 2026 si è celebrata la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella Scienza e le classi terze della scuola F. Albert si sono riunite in aula LIM per affrontare l’argomento dell’emancipazione femminile in ambito scientifico.
Quest’anno le insegnanti hanno deciso di tenere una presentazione su questo argomento per le due classi terze. I ragazzi hanno fatto un viaggio nel tempo partendo dall’antichità fino ad arrivare al XX secolo. Hanno scoperto storie di donne intelligenti e con una grande passione per la scienza che però hanno dovuto lottare a lungo anche solo per poter pubblicare le proprie ricerche. Ma nonostante tutti gli ostacoli che hanno incontrato i loro nomi sono arrivati fino a noi: Ipazia, Sophie Germain, Marie Curie,
Nettie Stevens, Rosalind Franklin sono solo alcune delle brillanti scienziate che hanno lasciato il segno.
Alcune delle storie hanno colpito molto gli studenti, per esempio quella di Ipazia, figlia di un matematico e filosofo, che nacque ad Alessandria d’Egitto e proprio qui fu insegnante. Venne uccisa da dei monaci perché nel 400 d.C. non era benvisto che una donna fosse così intelligente. Ma la situazione non cambiò nei secoli a venire. Infatti, uno dei problemi che dovevano affrontare e che tuttora priva alcune ragazze nel mondo del loro futuro è l’impossibilità nell’accedere all’istruzione. Sophie Germain dovette addirittura
“cambiare il proprio sesso” e fingersi un uomo per poter accedere al politecnico. Inoltre, spesso le scoperte fatte da donne non erano riconosciute e a volte degli uomini se ne prendevano il merito. Nettie Stevens, per esempio, compì degli importanti studi sulla genetica e li inviò a un noto scienziato del suo tempo, Thomas Hunt Morgan, che li pubblicò attribuendoli a se stesso. Tutte queste scienziate hanno sperimentato il cosiddetto “effetto Matilda”, ovvero la sottovalutazione dei risultati scientifici conseguiti da donne.
Quello che lascia l’amaro in bocca è vedere che tanto sacrificio e impegno non sono bastati a fare in modo che tutto questo appartenga al passato. La lotta per l’emancipazione femminile in tutti gli ambiti, ma soprattutto in quello scientifico non è conclusa e ricorrenze come quella dell’11 febbraio non servono solo a ricordare le donne del passato, ma a insegnare alle ragazze del presente a lottare per i propri diritti e a non avere paura di fare sentire la propria voce.

Ilaria Bogino 3A

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